Monday, March 10, 2008

What Should I Write In My Sisters Wedding Card

Lo spazio bianco


Ho da poco finito di leggere "Lo spazio bianco", Einaudi, il primo romanzo di Valeria Parrella, scrittrice napoletana rivelazione degli ultimi anni che prima di esso aveva pubblicato solo libri di racconti con la Minimum Fax e la Bompiani.
Mi aspettavo che prima o poi l'Einaudi l'avrebbe adocchiata: è un vero talento letterario, capace di esprimere in una maniera nuova eppure vecchissima una Napoli che è sempre la stessa, disadattata, disperata, ai margini, e che pure in quella disperazione trova la vita, pulsante, generosa, vera. Il suo è uno stile personalissimo, originale, da cui traspare in uno strano connubio sia l'amore per i classici (è laureata in lettere antiche) sia quello per una città che è dialetto, arte dell'arrangiarsi, illegalità, il tutto in una mescolanza dal sapore sconosciuto ma buono, in cui ogni parola è suono dell'anima.

Lo spazio bianco è la storia di un'attesa. L'attesa di una madre che partorisce sua figlia prematura, una figlia che "potrebbe morire subito, o sopravvivere con gravi handicap, oppure stare bene, lei lo sa?"
Quel "lei lo sa?" riecheggia per tutto il romanzo come un monito, come il filo a cui è sospesa ogni speranza, come una minaccia, come una domanda senza senso posta da un uomo, un medico, incapace di comprenderne all the horror and depth. A deep question made by a shallow person, and so wrenching, terrible, can kill or give life.
It 's true that often a question and answer that follows can be discriminatory of life and death. It 's true that life is impermanent and takes only a moment because the greatest joy, that of a birth, becomes the greatest of sorrows.

But above all it is true that after the dramatic speed of the instant there is a different time, distended and firm: that of waiting. "I'm not good to wait - says Maria, the protagonist .- I do not feel in doubt, curiosity, charm, nor hope. Waiting without knowing it was the biggest failure of my life. "

It 's a great tyrant waiting: illusions, promises, or otherwise destroys hope. often manages to do both, overlapping liberation and conviction, confidence and resignation. And almost always forces us to delegate a responsibility that should only be ours, because we do not have the means, it's hard to think freely, as too often destroys the pain and do not light up.

But this book is also a spotlight pointed at the 'hypocrisy of those who "defend life at all costs" and not even know what it means to live, against those who expect a "you know?" enough to appease the pain of the absurd dell'inspiegabile, del senza senso. Contro chi si accontenta di ritagliarsi un posticino in un angolo illudendosi che da quella visuale si possa vedere la vita per come è nel suo cuore pulsante.

Ed è ancora la voce di una Napoli clandestina, immigrata in sè stessa, un'isola di non-Italia nell'Italia; come se non esistesse altra normalità se non nel "fuori dalle righe", nella difficoltà, nel "tirare a campare" di ognuno dei personaggi, dal camionista grande e grosso che va alla scuola serale all'insegnante che ci lavora per necessità, per non affogare in quell'enorme spazio bianco in cui la sua vita è catapultata all'improvviso, "di quando in un momento, nella vita, sbuca una cosa inaspettata e piena and yours ".

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