Quest'anno l'estate è arrivata prima del solito. Non per il clima nè per quella particolare atmosfera di vacanza che talvolta si comincia a respirare ad aprile/maggio e che è fatta di giornate assolate e di gelati alla frutta. Non per le macchine in coda verso il mare la domenica mattina e neanche per i vestiti che si fanno più leggeri. Ma nella mia testa tutto sa di estate, e non è un bel sapore.
Non perchè non mi piaccia l'estate. Quando ero una bambina l'adoravo, e l'inverno era solo un'unica lunga attesa che, come la donzelletta leopardiana, mi vivevo tutta chiusa in un piccolo cuore pieno di ferite e in una testolina pesante. Quando arrivava, poi, era solo delusione. Nulla di ciò che avevo immaginato accadeva veramente. Ma cosa immaginavo poi? Quello che volevo era ritornare nell'utero materno, al sicuro, protetta dalla vita e senza l'occhio del mondo a giudicarmi. Naturalmente non sapevo di desiderarlo; lo so oggi, a 31 anni, perchè forse in un cantuccio del mio animo lo desidero ancora. Talvolta lo desidero ancora.
Dov'è questo posto in cui nessuno ci vede? Where is this life that is not ours and we seek every day with his eyes fixed on the screen of a cinema or between the lines of a nice thick book? Because it always comes that moment when we would not be anyone but ourselves?
summer, I said. E 'overbearing, brings everything into the open, revealing secrets and discovers the bodies, transforms them black, comes to call and desire, does not give room for modesty or to the discretion. I think the summer if I see a large open window from which to look around the world. And if I fall I breathed a sigh of relief because I know that window I can squint and look at the crack only what I want.
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